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Galleria Studio G7

 

In corso


 

PERFECT DAY - Daniela Comani - Fabio Torre

Testo critico Claudio Marra

 

22 aprile - 10 giugno 2017

Inaugurazione sabato 22 aprile ore 18

 

giorni successivi:  martedì - sabato, 15.30 - 19.30.

Mattina, lunedì e festivi per appuntamento.

 


 

 


 

 

 

la galleria

Studio G7 di Ginevra Grigolo nasce il 13 ottobre 1973 in una Bologna ricettiva e carica di fermento. Il suo proposito è fin dal principio quello di dar voce alle diverse linee del dibattito culturale contemporaneo. La festa inaugurale coincide con la personale di Michelangelo Pistoletto in occasione della quale gli specchi d'acciaio dell'artista si sovrappongono alle pareti della galleria che, trasformate in "opere aperte", coinvolgono al loro interno lo spazio circostante. In accordo con il progetto iniziale, che sosteneva il principio di valorizzazione del multiplo per la sua maggiore accessibilità verso fasce di pubblico più ampie, le scelte espositive che seguono si concentrano sugli artisti della Pop Art inglese e americana con i lavori di Rauschenberg, Dine, Johns, Warhol, Lichtenstein, Rosenquist, Jones, Hamilton e altri. L'attenzione per l'Iperrealismo americano e quella successiva per artisti come Albers, Nauman, Serra, Francis testimoniano la volontà di documentare le tendenze più importanti di quegli anni. Rientrano nel primo decennio di attività l’esperienza dell’environment, di cui ricordiamo la personale di Mac Adams, della performance come Relazione nel tempo di Marina Abramovic e Ulay e Porci in alto, non è il caso di Luca Maria Patella. Dal 1976 fino ai primi anni '80, sotto la direzione di Miro Bini e successivamente di Adriano Altamira, è pubblicata dalla galleria la rivista G7 Studio che vede coinvolti studiosi, docenti, critici ed artisti. Nel decennio successivo il lavoro di ricerca è affiancato al consolidamento delle relazioni iniziate negli anni dell'apertura. Durante questo periodo vedono la luce rassegne incentrate su tematiche specifiche anche  se in certi casi rimaste insondate in ambito storico critico come l'esempio di Voluti inganni. Disegno degli scultori italiani 1945 - 1987 dove vengono passate in rassegna le opere di 37 artisti. Gli anni '80 sono segnati anche da personali importanti, appartengono infatti a questo decennio gli incontri con Sol Lewitt e Anne e Patrick Poirier. Nel 1994 un nuovo spazio si aggiunge alle sale espositive della galleria, la Ex Falegnameria, situata proprio di fronte la sede storica di Studio G7. Ne utilizzano le pareti l'artista inglese David Tremlett che nel '98 vi realizza un grande wall drawing, Hidetoshi Nagasawa e il tedesco Ulrich Erben. Nelle scelte effettuate della galleria nel corso degli anni, accanto al rigore scientifico, riveste grande importanza la centralità dell'opera d'arte che è dotata di un linguaggio autonomo. Questo criterio è riscontrabile in proposte espositive spesso audaci, non sempre omologhe alle più comuni linee storico critiche. Se Studio G7 ha sempre manifestato interesse per tendenze rivelatesi poi dominanti l'evoluzione degli ultimi anni ha un po' cambiato le cose. Con la polverizzazione delle correnti  è soprattutto la disposizione creativa piuttosto che la similitudine formale a costituire un fondamento nell'approccio con le diverse individualità artistiche. Questioni come il ruolo passivo dello spettatore di fronte alla sollecitazione dei mass-media, l’atmosfera insondata di ambienti sospesi e stranianti, il confine sfumato tra bidimensionalità del disegno e tridimensionalità scultorea sono solo alcuni dei temi entro i quali si muovono le personalità che accompagnano oggi il lavoro e la ricerca della galleria. Dal 2009 per cause esterne Studio G7 lascia la sua sede storica e prosegue la sua attività unicamente nello spazio Ex Falegnameria che muterà il suo nome.


Testo di riferimento: Paola Iori, Tappe di un pensiero, nel volume Not so private, gallerie e storie dell'arte a Bologna, Edisai Edizioni, Ferrara 2009.