42. 5 maggio - 16 giugno 2018, Adriano Altamira, "Vecchie e Nuove Aree di Coincidenza"

 

 


 

Testo di Adriano Altamira
Inaugurazione: venerdì 4 maggio | Ore 18.30
05.05.2018 – 16.06.2018

 

Anche se negli ultimi anni Adriano Altamira ha affrontato temi diversi, dalle fotografie di Visti per caso, ai disegni di Conceptual Rigoletta, (mostra da poco conclusasi presso la Fondazione Marconi a Milano); ciclicamente l’artista torna a riconsiderare il nucleo più noto della sua produzione: Area di Coincidenza.

Dopo l’antologica del 2002 Altamira non si è limitato a riordinare i materiali della sua ricerca, ma ha anche terminato alcuni lavori lasciati incompleti, concluso vecchi progetti rimasti allo stato di mera intenzione, ed anche eseguito alcuni nuovi lavori finora mai esposti.

La mostra che si terrà alla Galleria Studio G7 sarà quindi l’occasione di fare il punto su questa ricerca che l’artista porta avanti dal 1972.

Area di Coincidenza è uno studio basato sulla frequenza con cui si ripresentano determinate costanti culturali e/o iconografie nell’opera di autori diversi che anche senza conoscersi finiscono per convergere su soluzioni identiche, o per lo meno assai simili.

In alcuni casi si verifica quella che potremmo chiamare invenzione simultanea (quando praticamente allo stesso tempo nascono opere straordinariamente simili di autori diversi che non si conoscono fra loro), in altri, quando opere simili nascono nello spazio di pochi anni nello stesso ambito, si può ipotizzare che da un crogiuolo di cultura comune si finisca quasi inevitabilmente per convergere su soluzioni molto simili, pur inventando qualcosa di nuovo che ciascun autore crede che sia assolutamente unico ed originale. Anche nei casi di “remakes”, “omaggi” o “d’apres” gli autori citano opere famose di altri artisti aggiungendo di loro una piccola “trovata”, che finisce spesso per essere la stessa. Siccome ciascuna delle sequenze di Area di Coincidenza è virtualmente infinita, vi saranno alcune opere viste in vari stadi della loro evoluzione, cioè nei vari momenti in cui l’autore precisa lo svolgimento della sequenza, l’aggiorna o la completa.

 

Adriano Altamira (Milano, 1947), dopo la laurea in Storia dell’Arte, intraprende contemporaneamente una doppia carriera di critico d’arte e d’artista. Scrive su numerose riviste, tra cui NAC, Flash Art, Le Arti, Studio G7, che dirige per alcuni anni, e in seguito Artistes, Tema Celeste, FMR e altre. Negli anni ’80 e primi ’90 collabora inoltre alle pagine dell’arte del Giornale Nuovo, poi del Corriere della Sera. Conosce, giovanissimo, Vincenzo Agnetti; poi diventa assiduo frequentatore di Luciano Fabro e degli artisti a lui vicini; ma anche di Franco Vaccari ed altri più legati al mondo della fotografia.

Come artista esordisce con la ricerca fotografica Area di Coincidenza (1971-80, poi ripresa dopo gli anni ’90), riconosciuta da vari critici (tra cui Filiberto Menna, Renato Barilli, Flavio Caroli, Bernard Lamarche-Vadel, Michel Baudson, Udo Kultermann e Flaminio Gualdoni) come una delle più significative del periodo concettuale. In seguito studierà anche aspetti dell’inconscio durante le sue ricerche sui Sogni (Ice Dreams, 1980-1992) e sul Caso (anni ’90 e primo decennio del 2000). Come artista Altamira ha tenuto una cinquantina di personali in Italia e all’estero, e partecipato a importanti rassegne, come Linee dell’arte in Italia ’60-’77 alla Gam di Torino (su invito di Filiberto Menna), la Biennale di Venezia del 1980 (Cronografie a cura di Gianfranco Bettetini), Nuova Immagine alla Triennale di Milano (a cura di Flavio Caroli), Cosa fanno oggi i concettuali, 1986, alla Rotonda della Besana (a cura di Renato Barilli), la Quadriennale di Roma del 2005, su invito di Luciano Caramel.

Nel 2012 viene invitato alla Rassegna Addio anni ’70 a cura di Francesco Bonami e l’anno successivo alla mostra Wunderkammer presso il Museo Poldi Pezzoli e alle Gallerie d’Italia, a cura di Martina Mazzotta. I suoi ultimi lavori sono stati esposti alla Fondazione Marconi di Milano nel 2008, 2010 e 2014.

Fra le sue pubblicazioni più note possiamo citare il tomo dedicato all’Arte contemporanea del manuale Bompiani Arte nel Tempo (1991 e succ. ed.), Il secolo sconosciuto (1997), Rossella Bigi editore, un altro importante saggio sull’arte del Novecento; Area di Coincidenza (2001, Nuovi Strumenti ed.), riedizione critica del saggio omonimo scritto nel 1980, Miti romantici – Simboli e inconscio dell’era industriale (2004, Vita e Pensiero ed.), e La vera Storia della fotografia concettuale (2007 Area Imaging ed.).

L’ultima sua opera è Conceptual Rigoletta (2018), romanzo per immagini edito da Corraini Edizioni. La mostra, dall’omonimo titolo, inaugurerà venerdì 18 maggio negli spazi della Galleria Corraini Arte Contemporanea, Mantova, e rimarrà allestita fino al 20 giugno.

Presso la galleria Studio G7 Adriano Altamira ha esposto per la prima volta nel 1978; successivamente nella doppia personale Adriano Altamira & Hidetoshi Nagasawa, 1987, e nella mostra personale Fotografie anni ’70 e ’80, 2010.