16. 11 maggio - 30 giugno 2013, Raimund Girke, Percezioni/Perceptions


Raimund Girke nasce nel 1930 a Heinzendorf e come altri artisti tedeschi della sua generazione vive il passaggio dalla zona est della cortina di ferro, terra di origine, a quella ovest. Quella che fu per certi aspetti un'esperienza di vita da "straniero" è rafforzata dalla sua nascita nella bassa Slesia, sottratta alla Germania e attribuita alla Polonia dopo la seconda guerra mondiale. La sua esistenza è segnata da diversi spostamenti all'interno del territorio tedesco, muore a Colonia nel 2002.

La pittura di Girke si costituisce immediatamente come avanguardistica nell'arte europea a partire quasi da un decennio dopo la fine del secondo conflitto. Attraverso la sua ricerca infatti l'astrattismo informale si raffredda per spogliarsi gradualmente del tratto soggettivo che lo caratterizza. L'arte di Girke si sposta quindi verso un'indagine più concreta, rivolta ad un versante analitico, incentrata sullo studio di fenomeni meramente fisici come la vibrazione luminosa, il ritmo e il movimento. Fin dal principio della sua attività si concentra sulla ricerca attorno al bianco, alle innumerevoli variazioni a cui può dare luogo. Uno studio che tiene in particolar conto il colore nel suo aspetto materiale: questo, più diluito e disteso in strati sottili infatti, si alterna a stesure più dense. Il bianco dialoga spesso con il grigio, l'ocra, e varie tonalità di azzurro, attraverso la sovrapposizione dei quali viene a crearsi una melodia cromatica che richiama la luce d'atmosfera. L'arte di Girke si contraddistingue per la coerenza poetica e stilistica, si tratta tuttavia di un lavoro che se in gran parte resta legato alla pittura gestuale lascia indovinare, lungo il cammino, il confronto con alcune importanti tendenze sviluppatesi in Europa e Stati Uniti nella seconda metà del secolo scorso.

Girke comincia gli studi accademici nel '51 frequentando prima la Werkkunstschule di Hannover e successivamente la Staatliche Kunstakademie di Düsseldorf: un'istituzione piuttosto affermata e prestigiosa. Düsseldorf alla fine della seconda guerra si costituiva come città simbolo della rinascita culturale tedesca che tornava in dialogo con le istanze artistiche internazionali dopo le restrizioni naziste. Era animata dalla presenza di gallerie e artisti stranieri ed era ricettiva delle tendenze affermatesi negli Stati Uniti e negli altri paesi Europei tra la fine degli anni '40 e l'inizio del decennio seguente. E' in questo contesto che matura la meditazione di Girke sull'astrattismo a partire dal quale elabora una pittura sintetica costituita da pochi colori, assolutamente priva di riferimenti figurativi in cui domina una struttura ad intreccio simile alla trama di una maglia. Il suo lavoro si evolve nel decennio seguente con un'ulteriore riduzione della scala cromatica che porta l'artista quasi al monocromo. La nuova tecnica esecutiva accosta strati di colore stesi in direzione orizzontale dove l'analisi della percezione ottica diventa il tema dominante. Nella seconda metà degli anni '70 torna alla pittura gestuale e il bianco diviene l'unico colore. La luce che il quadro cattura è chiamata a diventarne parte costituente e a definire tono e opacità delle varie stesure di bianco. Questa fase della pittura di Girke sarà testimoniata a Documenta 6 alla quale l'artista prenderà parte nel 1977. Durante anni '80 e '90 Girke riveste ufficialmente un ruolo di primo piano nell'ambiente artistico tedesco, nel corso di questo ventennio nel suo lavoro si osservano delle novità: il bianco comincia a sporcarsi con varie tonalità di grigio e azzurro, l'elemento gestuale si rafforza portando le pennellate ad intrecciarsi nuovamente tra loro, restano invariati il sostanziale rigore dell'insieme e l'esiguità della scelta cromatica.

Le opere di Raimund Girke sono state esposte in numerosi musei d' Europa e Stati Uniti i suoi lavori sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private.

Studio G7 ha dedicato all'artista la mostra personale Raimund Girke nel 1990.

 

Perceptions, si inserisce nel percorso di ricerca sulla pittura astratta che la galleria compie fin dai primi anni della sua attività e ospiterà lavori che testimoniano gran parte della produzione artistica di Raimund Girke con particolare riferimento agli anni '80.

 

La mostra avrà luogo in galleria dall'11 maggio al 30 giugno.

Inaugurazione sabato 11 maggio 2013 ore 18.


 

 

 

Raimund Girke was born in Heinzendorf in 1930 and, like so many other German artists of his generation, lived through the raising of the Iron Curtain between the Eastern zone, his birth place, and the Western zone. To some extent he lived life as a ‘foreigner’ then, and this was reinforced by his birth in Lower Silesia: once part of Germany it was awarded to Poland after the Second World War. His whole life was marked by his many relocations around Germany; he died in Cologne in 2002.

Girke’s painting immediately constituted the avant-garde in European art, from almost a decade after the end of the second global conflict. In fact, his research cools informal abstract art to gradually strip off the subjective style that characterised it. Girke’s art then leans towards more concrete investigation, aiming for an analytical approach that concentrated on the study of merely physical phenomena such as luminous vibration, rhythm and movement. Since the very beginning, his activity has concentrated on research into white and the countless variations that can emerge from it. His study especially takes the colour in its material appearance into account and this, more diluted and extended in thinner layers, is alternated with denser coats. White is often in dialogue with grey, ochre and various tones of blue, which when layered together create a chromatic melody reminiscent of atmospheric light. Girke’s art stands out for its poetic and stylistic coherence; nevertheless, while remaining largely tied to action painting, along the way it leaves us to hazard a comparison with some of the important trends that developed in Europe and the United States in the second half of the last century.

Girke began his academic studies in 1951, attending first the Werkkunstschule in Hannover and subsequently the Staatliche Kunstakademie in Düsseldorf: a well-known and prestigious institution. At the end of the Second World War, the city of Düsseldorf established itself as a symbol of Germany’s cultural rebirth, as the country reinitiated dialogue with international artistic realities after the Nazi restrictions. The city became animated by the presence of galleries and foreign artists and was receptive to the trends established in the United States and other European countries between the late Forties and the early Fifties. It was in this context that Girke’s meditations on abstract art matured, from which he developed a synthetic painting style consisting of very few colours and absolutely void of any figurative reference, in which a woven structure similar to the knit of a sweater dominated. His work evolved over the following decade with further reduction of the chromatic scale, almost taking the artist to the extremes of monochrome. This new executive technique coupled layers of colour applied in a horizontal direction, where analysis of optical perception became the dominant theme. In the late Seventies, he returned to action painting and white was the only colour used. This phase of Girke’s painting was witnessed at Documenta 6, which the artist took part in in 1977. During the Eighties and Nineties, Girke officially assumed a role at the forefront of the German art scene, and new features were observed in his work over these twenty years: white began to be tainted with various tones of grey and blue and the action element was once again reinforced with interwoven brushstrokes, while the substantial rigour of the overall and the slim chromatic selection remained unchanged.

Raimund Girke’s work has been exhibited in numerous museums in Europe and the United States and is part of various public and private collections.

Studio G7 dedicated the solo exhibition Raimund Girke to the artist in 1990.

Perceptions is another exhibition in the path of research that the gallery has undertaken ever since it first opened and will exhibit works that represent a large part of Raimund Girke’s artistic production, with particular focus on the Eighties.

 

The exhibition will be open in the gallery from 11 May to 30 June.

Opening event: Saturday 11 May 2013, at 6.00pm.


 

 

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